05/nov/2009

CAMBIO

IL NUOVO BLOG é QUI:

http://pocodadichiarare.splinder.com

Cambio di di rotta.

27/ott/2009

THINK...

L'idea è quella di evitare di pensare. Cioè. Evitare di pensare a domani. Perchè sinceramente del domani, inteso come futuro, ho pochissima speranza. Le cosa stanno così: mi laureo, studio decentemente per 5 anni di università (senza contare le superiori, che un minimo di background te lo danno, o per lo meno dovrebbero), poi... Ecco appunto. Poi? Non si sa. Si sa che adesso non è mica più come prima che si usciva dall'università o dalle superiori e le aziende si menavano per prenderti. Adesso sono io che devo menare. Mi sembra giusto, il lavoro serve a me, mica a loro, sono io che mi devo sbattere per trovare il powsto che mi piace, o per lo meno che mi consenta di vivere una vita decente. E per decente intendo lavorare senza annoiarmi, avendo la forza di un cinema uscita da lì, potendo permettermi una gitarella nel week-end (mica tutti, bastano due al mese) e di avere un minimo di risparmio nel caso succedesse qualcosa. Ecco. Mi sa che per ora, il week-end me lo sogno. E pure il risparmio. E sincermente la cosa mi dispiace. O meglio. Mi intristisce. Vuol dire che avrò davanti a me una vita di precariato? Può essere. Una mia collega al Pano aveva il contratto rinnovato ogni tre anni. Le va bene che il marito guadagna come un emiro arabo, ma lei , dice, lavora per l'indipendenza. Come poi abbia fatto a comprarsi la gonna di Chanel con quei 600 euro che ci sganciano al mese, lo sa solo lei. Evidentemente la libertà la mette in banca e intanto spilla il dinero al marito. E va benissimo, contenta lei. Ma più che altro penso a me fra 5 o 6 anni e sinceramente non vedo nulla, non mi vedo a fare il lavoro che mi piace , non mi vedo in un posto fisso e non mi vedo fuori casa. Solo che fra 5 o 6 anni io avrò 29 anni (30, se sono 6 anni). E a 30 anni stare ancora in casa non la mamma e il babbo lo trovo patetico. Soprattutto se non studio più.

23/set/2009

E POI DICI....

Secondo me c'è un ufficio. Cioè, adesso...deve esistere. Un ufficio apposito composto da boss stronzi, solerti galoppini ai loro ordini, segretarie che fanno lavoretti di underdesk e non solo, donne delle pulizie e operai al soldo di strozzini. Un ufficio che probabilmente si chiama "Ufficio per fare incazzare la Chiara". Deve esserci perchè se no non mi spiego le mie incazzature quotidiane.
Se ci fosse chiamerei l'Anonima sarda (o qualsiasi altra organizzazione criminale) per farlo espoldere.
E poi ridi se ti recapitano un orecchio a casa.
Probabilmente sono stati loro, tramite messaggi subliminali, a farmi svegliare con la voglia di riordinare l'armadio.
Un armadio murato di roba cacciata dentro a rudo. Felpe, maglioni, jeans, magliette, canottiere, scarpe e stivali cacciati dentro che neanche un cieco avrebbe saputo fare di meglio. Ho iniziato facendo un rapido censimento degli abiti da me medesima posseduti. Ho preso paura. Cioè, parliamo di 10 (DIECI) paia di jeans. Un numero esorbitante di magliette e di maglioni. Le scarpe da ginnastica poi non le conto nemmeno, si va da due paia di All star, tre paia di stivali, scarpe col tacco, sandali, ciabattine, 4 paia di Tiger, 2 Stan Smith. Le borse poi, no comment, tracolle, zaini, borsoni. Ecco, lì, mi sono incazzata: mi sono insultata mezz'ora perchè, dunque, io lavoro per tre mesi mattina, pomeriggio e sera e poi nell'armadio ho ottomila euro di roba. E mi metto sempre i soliti tre stracci.
E intanto che riordinavo ascoltavo Fabio Volo alla radio che ha fatto pertire sta canzone. Ecco a me piace sta canzone. Poi, non so come, ho capito che era morto Julio Iglesias. Lì ho iniziato a ridere come una disperata. Non perchè era morto lui, ma per l'immagine che avevo di Iglesias. Poi alla fine ho scoperto che non era lui ad essere morto, ma il cantante di sta canzone che i chiama Wess. mai sentito. Va bè. E comunque immaginare Julio mi ha fatto ridere tutta mattina.
E poi dici che una è poco normale.

22/set/2009

REVIVAL...

Sono tornata, eliminando tutti i post precedenti. Giusto. Tabula rasa. Ecco quello che ci vuole. E che non mi si venga a dire che il mio ritorno è tutto causato dalla segata all'esame di oggi. Non è vero. Perchè potrei passare anni e anni a parlare male di quel vecchio malefico che ha conosciuto Pasolini e che vuole le cose a memoria. Come ho più volte ripetuto oggi nell'attesa, io devo venire segata. Più che altro perchè il mio cervello, che ho, capisce l'utilità delle informazioni che gli do. Lui la sa quest'utilità/ importanza e di conseguenza LUI si rifiuta di fare spazio alle collane della Mondadori o di Garzanti. Che poi, per farcele stare, il mio cervello dovrebbe eliminare cose fondamentali, tipo:
- come si cucina la pasta ai pomodorini,
- il testo di "Tranquilo majete",
- come arrivare all'Hostal Nuria da Barajas,
- le parti a memoria di testi di Wilde,
- la prima volta che ho visto mia sorella
E non mi si venga a dire che solo l'ultima è una cosa importante.
Avete mai provato a vivere senza leggere Wilde? No, dico, dai, sul serio, ce la fate? Potrebbe sembrare un lurido inglese spocchioso. Lo è, per carità. Ma avete presente? Ecco io lo leggo e mi sento in grado di fare tutto.
E poi per le altre cose, avete mai assaggiato la pasta coi pomodorini (i pachini o come cacchio si chiamano)? Ecco, non se ne può fare a meno. Per le altre, anche, se poi avete come unico sogno il vostro trasferimento a Madrid, beh, il tragitto da Barajas viene comodo, ve lo garantisco.
E comunque non sono nervosa, no, no. Non sono incazzata come una bestia perchè mi mancano ancora 4 esami alla laurea, no, no. Perchè mai dovrei esserla?!
E ciao a tutti.